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Diseguaglianze sociali | Cosa sono? Come si eliminano? |…

In questa seconda parte, come detto nel post precedente, mi occuperò un po’ più in dettaglio di come si misurano le disuguaglianze sociali e accennerò alle strategie in uso per ridurle.

Partiamo con il Coefficiente di Gini: tale coefficiente è forse il più importante indicatore, il quale misurando la differenza nel reddito e nella distribuzione di ricchezza. L’indice vale 0 quando non ci sono disuguaglianze, mentre vale 1 quando si è allo spettro opposto, ossia tutto il potere o il reddito è concentrato in un una sola famiglia o istituzione. Nella stragrande maggioranza dei casi, il coefficiente Gini varia in questo spettro senza raggiungere nessuno dei due estremi.

I paesi nordici, ad esempio, hanno un coefficiente Gini molto basso, vicino allo 0.25 mentre in Italia il valore era pari allo 0.319 nel 2014 [fonte: OCSE], e considerato come è strutturato il coefficiente, una differenza di pochi centesimi si traduce in una grossa differenza per la diseguaglianza.

Ovviamente non esiste il solo coefficiente di Gini, dove alla fin fine si misura il benessere in termini strettamente monetari Esistono altri indicatori, come la Scala di Cantril, che danno delle informazioni anche soggettive sulla qualità della vita. In sostanza, su una scala di gradini da 1 a 10 dove 1 è il minimo e 10 il massimo, viene chiesto alle persone di collocarsi sulla scala in base a come percepisce la propria qualità di vita.

I risultati di questo test sorprendono molti perché non sempre i paesi più ricchi sono anche i più felici: ovvio, il reddito conta, ma contano anche l’ambiente e le relazioni interpersonali, cosi come la salute ei valori personali. Detto in maniera molto semplice, chi è altruista, chi tende a dare tendenzialmente è più felice.

D’altro canto nei paesi poveri questi indici ci dimostrano che poter disporre di un reddito  è importante per il benessere oggettivo e soggettivo, ma il reddito senza tutto il resto non è poi così importante.

Quello che oggi si cerca di fare, è di attuare delle strategie di convergenza dei paesi poveri verso il reddito dei paesi ricchi, in maniera da permettere loro di fare notevoli salti di qualità nel loro benessere. Esistono paesi, come la Cina, che stanno già compiendo questo processo, ed altri che devono ancora iniziarlo.

Nei prossimi post a tema economico, approfondiremo questo tema e vedremo come sia possibile mettere un paese sulla via della convergenza.

Buona serata a tutti!

Noemi Bardella

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