storia Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

Uno sguardo al passato | Parte 2

Eccoci qui con la seconda parte del discorso riguardante la storia.

Ieri abbiamo visto come è partito l’odierno sviluppo da parte, in primis, dell’Inghilterra, seguita poi dalle maggiori potenze europee. E gli altri? Perché questo sviluppo ha toccato solo alcune nazioni, lasciando altre nelle condizioni precedenti, se non addirittura peggiori?

La risposta è da cercare di nuovo nella storia: fino a pochi decenni fa la geopolitica era molto diversa da oggi, e in quei tempi le nazioni europee si contendevano il resto dei territori che erano visti solo come colonie. In questa condizione, agli stati europei non interessava  che le colonie si sviluppassero. Con il tempo il gap si accentuò così tanto che ancora oggi è molto difficile per le nazioni che una volta erano colonie svilupparsi e arrivare a competere con le nazioni protagoniste della Rivoluzione Industriale.

Non è impossibile: la Cina ne è una dimostrazione, ma ci vogliono le giuste condizioni.

Questo tipo di crescita, quella che  deve inseguire un gap, si chiama crescita catch-up, ed è un tipo di crescita con tassi molto alti, come dimostra proprio l’esempio cinese. Al contrario, le nazioni europee hanno avuto un tasso annuale più basso ma costante nel tempo, derivante dal fatto che lo sviluppo non parte da un gap dal colmare ma da innovazioni tecnologiche che generano a ciclo nuovi sviluppi. Questo tipo di crescita viene chiamato crescita endogena.

Nei prossimi post di venerdì e sabato affronterò il tema di come sia possibile diagnosticare cosa impedisce ad una nazione di svilupparsi, esattamente come un dottore diagnostica una malattia.  Questo tipo di approccio viene chiamato economia clinica e ci sarà molto utile per capire che diverse nazioni hanno diverse necessità e quindi, di conseguenza, dovranno seguire un diverso tipo di sviluppo per arrivare a colmare il gap.

E’ importante conoscere la differenza tra crescita catch up e crescita endogena perché sono due modelli diversi e per evitare clamorosi fallimenti nelle strategie di sviluppo.

Ci vediamo domani con le idee per abbassare l’impronta carbonica!

Love as thou wilt,
Noemi

 

Noemi Bardella

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