agroalimentare Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

Il ruolo dell’alimentazione nelle emissioni globali

Si sente spesso parlare del ruolo dei trasporti nel contribuire al cambiamento climatico. Macchine, PM10, PM2.5 etc. e svolgono un ruolo fondamentale,ma non sono il solo fattore, e non sono nemmeno il più importante. Ben più fondamentale è il ruolo svolto da  elettricità, settore agroalimentare e industria.  In particolare, mentre il ruolo della produzione di energia e delle industrie  è sottostimato ma facilmente collegabile ad una produzione di CO2 tangibile, il settore agroalimentare da solo è secondo solo a quello dell’energia ma il suo contributo viene spesso ignorato.

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Fonte immagine

In realtà andando ad esplorare il ruolo significato dell’agroalimentare si scopre tutta una serie di implicazioni a livello ambientale che non contribuiscono solo ad aumentare le emissioni, ma favoriscono anche la perdita di biodiversità così come altre conseguenze che  contribuiscono al cambiamento climatico. Oggi parliamo di due in particolare, dove si è detto e scritto tanto, ma c’è ancora poca chiarezza.

– La soia e gli allevamenti intensivi
– L’olio di palma

Per quanto riguarda la soia e gli allevamenti intensivi, il dato è che circa il 75% della produzione di soia  mondiale  viene usata per nutrire gli animali (WWF).
Esiste poi un circolo vizioso, il quale si verifica spesso nelle regioni amazzoniche, che dalla soia arriva alla deforestazione. Questo perché la monocultura depaupera il terreno di molti elementi,  il che porta a nuovi allevamenti per utilizzare il terreno, il che porta a nuova soia da coltivare per i nuovi allevamenti, il che conduce a nuova deforestazione.

Per l’olio di palma, usato praticamente in tutto, il discorso è un po’ diverso: è semplicemente l’aumento di domanda per quest’olio che causa un’ancora maggiore deforestazione nelle regioni dell’Indonesia.

Ogni volta che un pezzo di foresta viene cancellato, non solo si elimina una potente risorsa per catturare CO2 dall’aria, ma si immette in atmosfera tutta la CO2 che questi alberi avevano immagazzinato fino a quel momento. Questo è vero sempre, ma in Indonesia, capitale dell’olio di palma, la cosa è ancora più grave, visto che la composizione del terreno è particolarmente ricca di gas serra (che vengono emessi nel momento in cui le foreste vengono incendiate per far posto alle coltivazioni dell’olio di palma).

Cosa possiamo fare noi?
Come consumatori possiamo indirizzare il mercato.  Leggere bene le etichette ed evitare quanto più possibile prodotti con olio di palma è una cosa che si può fare, così come ridurre la quantità di carne che compriamo!

Se vi interessa questo argomento fatemelo sapere. Commentate o scrivetemi!
Love as thou wilt,
Noemi

Noemi Bardella

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