trasformazione culturale Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

La teoria della trasformazione culturale di Riane Eisler

Da appassionata di Storia e di tutte quelle cose che non sono molto chiare, la spiegazione secondo cui le cose erano sempre state così de facto, come se da sempre la civiltà fosse in continua tensione tra il progresso e la distruzione, non mi aveva mai soddisfatto.

Con gli anni, tutta la costruzione della civiltà occidentale attuale continuava (e continua) a non soddisfarmi. Cominciai a cercare risposte, e proprio quando stavo per darla vinta, la risposta arrivò nel più strano di posti e fu davvero un punto di svolta.

In libreria trovai questo libro di Riane Eisler e seppi subito che lì c’era qualcosa a cui io ambivo da molto: l’idea di trovare risposte concrete oltre al “è sempre stato così”.

Riane Eisler, in sostanza teorizza due  modelli di evoluzione culturale: quello che stiamo sperimentando ora, che lei chiama di dominio, e quello opposto basato sulla partneship, che lei fa risalire a prima della guerra di troia, quando la civiltà che viveva in quel tempo era molto diversa da quella attuale.

Una civiltà gilanica (termine coniato direttamente dalla Eisler e che unisce le radici greche gi-donna e an-uomo con una l in mezzo che sta per link, connessione, in inglese) dove uomini e donne erano sostanzialmente equali, e le relazioni che si instauravano erano di partecipazione e cooperazione, quindi molto diversa dalla nostra, dove spesso le relazioni sono di dominio.

Questo modello permea la nostra cultura a qualunque livello, e dato che si può vedere la società come una rete costituita dalle relazioni è facile intuire le implicazioni della teoria della Eisler.

Nel suo libro “Il calice e la spada”, che consiglio caldamente, la cosa viene spiegata in maniera precisa e puntuale, con molte fonti storiche.

Quello che mi premeva sottolineare, venendo allo sviluppo sostenibile, è che personalmente vedo in maniera chiara come la teoria della trasformazione culturale ci  può indicare un diverso modello di relazione e di società, utile quindi a plasmare anche un mondo più sostenibile, più orientato alla partnership piuttosto che al dominio.

Se vi interessa questo argomento fatemelo sapere. Commentate o scrivetemi!
Love as thou wilt,
Noemi

Noemi Bardella

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