Autore: Noemi Bardella

critica Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

Una visione critica dello sviluppo sostenibile

Benvenut*!

Oggi parliamo di questo interessante studio, piuttosto recente, che si pone come scopo quello di contribuire alla fondazione di una teoria sociale critica della sostenibilità e di indagare sui possibili collegamenti tra capitalismo, classe e sostenibilità.

L’autore fa ben notare una cosa di cui anche io ho parlato proprio su questo blog (qui e qui), ossia del paradosso esistente in molti contesti in cui si parla di sostenibilità incentivando allo stesso tempo un modello socioeconomico che, detto in termini molto semplici, è l’opposto dell’obiettivo dello sviluppo sostenibile.
In questo senso, c’è bisogno di una teoria critica dello sviluppo sostenibile.

Una teoria critica, in generale, “cerca di capire il ruolo del potere, della dominazione e dello sfruttamento nella società investigando contraddizioni, strutture, pratiche, ideologie, relazioni e prassi politiche” (Fuchs, 2017, p. 7)

modelli
Figura 1: Tre modelli di sostenibilità (Fuchs, 2017, p.10)

In particolare, per quanto riguarda la sostenibilità, l’idea di base è che si dovrebbe organizzare la società in maniera tale che le generazioni future abbiano le risorse con cui soddisfare i propri bisogni. Quest’idea è stata poi sviscerata nei famosi tre pilastri ambiente, inclusione sociale e crescita economica, ma non esiste solo questo modello, dove questi tre fattori sono interconnessi. Esistono anche modelli, che sono utili da esplorare in modo da arrivare ad un concetto di sviluppo sostenibile che sia davvero tale, in cui i tre fattori prendono posti diversi in base alla loro importanza.

L’autore non vuole abbandonare il concetto di sostenibilità, ma sublimarlo in una teoria critica della società: vista la connotazione etica del concetto, e l’idea che la sostenibilità sia una questione a lungo termine è utile chiedersi cosa sia davvero sostenibile in tutti e tre gli ambiti e non basarsi esclusivamente sulla visione attuale che vede le tre componenti sullo stesso piano.

Personalmente, mi trovo d’accordo con l’autore.

Pensare allo sviluppo sostenibile come una strada alternativa per continuare sostanzialmente a fare quello che abbiamo fatto negli ultimi duecento anni non è “pensare sostenibile”: occorre, invece, un profondo cambiamento strutturale dell’economia e della società.

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distribuzione di probabilità Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

Distribuzione di probabilità: il concetto per capire il cambiamento…

Benvenut*!

Oggi ci occupiamo di un concetto molto importante ai fini della comprensione del fenomeno del cambiamento climatico, e che spesso non viene nemmeno citato o spiegato.
Si tratta della distribuzione di probabilità: non scenderò nei dettagli matematici, che ai fini del nostro obiettivo non sono fondamentali.

La distribuzione di probabilità è la curva che descrive la possibilità che un determinato evento si verifichi. Detto in altri termini, se stiamo misurando le temperature di un determinato periodo, e vogliamo scoprire quale sia la distribuzione di probabilità, non dobbiamo fare altro che mettere sull’asse X di un piano cartesiano l’evento che stiamo misurando (nel nostro caso gli anni), e sull’asse Y il numero di volte che questo evento si è presentato (la temperatura più alta registrata nel corso dell’anno).
Cosa c’entra tutto questo con il clima? C’entra perché l’aumento delle temperature non implica essere in grado di prevedere esattamente quanti giorni con temperature più alte ci saranno, ma implica una distribuzione di probabilità diversa, quindi sarà più probabile che ci siano più giorni con temperature più alte.

Questo discorso vale anche per gli eventi estremi, che in clima più caldo, con più energia che viene rilasciata, saranno sempre più probabili. Vuol dire che possiamo sapere quanti ce ne saranno? No. Vuol dire che se prima c’era una probabilità del 10% che questo evento si verificasse, ora la probabilità sale al 25% (questo è un esempio che non riflette alcun dato reale in nostro possesso).
Questo della distribuzione di probabilità è ritenuto un concetto chiave da molti, proprio perché spiega come dobbiamo leggere i dati che abbiamo sotto mano riguardanti il cambiamento climatico.

Se siete pratici con l’inglese, vi linko questo video che spiega molto bene questo fenomeno.

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sdg, genere, vaccini Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

SDG17 – Partnership per gli obiettivi

Benvenut*!

Siamo infine arrivati alla fine del nostro viaggio all’interno dei SDG: oggi ci occuperemo infatti dell’ultimo obiettivo, che si propone innanzitutto l’idea di rafforzare e intensificare la partnership tra
tutti i paesi al fine di raggiungere gli obiettivi di cui abbiamo parlato in queste settimane.

Questo obiettivo dovrebbe essere raggiunto rafforzando la mobilitazione di risorse interne (target 17.1). I paesi in via di sviluppo sono chiamati a mantenere fede per intero ai loro impegni (target 17.2), mentre si cerca di mobilitare ulteriori risorse finanziarie (target 17.3) e si cerca di assistere i paesi in via di sviluppo ad ottenere prestiti di lungo periodo riguardanti la sostenibilità (target 17.4), adottando e implementando regime di promozione degli investimenti per i paesi meno sviluppati (target 17.5).

Si vuole aumentare la cooperazione e l’accesso alla conoscenza (target 17.6), così come promuovere lo sviluppo, l’uso, il trasferimento e la diffusione delle tecnologie migliori anche ai paesi meno sviluppati (target 17.7) e rendere del tutto operative le tecnologie bancarie e la capacità degli stati in merito a scienza e tecnologia  entro il 2017 (target 17.8), migliorando anche il supporto internazionale per l‘implementazione di queste tecnologie (target 17.9).

Si parla anche di promuovere un trading multilaterale che sia universale, aperto, equo e non discriminatorio (target 17.10), aumentando in maniera significativa le esportazioni dei paesi meno sviluppati (target 17.11), realizzando anche implementazioni di mercati duty-free (target 17.12), e migliorando la stabilità della macroeconomia globale (target 17.13).

Infine, gli ultimi target sono dedicati alla cooperazione: si parla di aumentare la coerenza delle policies per o sviluppo sostenibile (target 17.14), di rispettare il diritto allo spazio di ogni nazione (target 17.15), migliorando e aumentando l’efficacia delle partnership globali per lo sviluppo sostenibile (target 17.16), incoraggiando e promuovendo partnership tra le diverse istituzioni in diversi paesi (target 17.17).
Entro il 2020, si vuole migliorare l’accesso ai dati per migliorare le capacità di sviluppo di ogni singola nazione (target 17.18), mentre il 2030 si vuole costruire sulle fondamenta che abbiamo lanciato per avere delle misurazioni sul progresso dello sviluppo sostenibile che complementi e rafforzi i dati del PIL (target 17.19.

È stato un viaggio lungo che ha toccato tutti gli ambiti dello sviluppo sostenibile, e ci da un’idea su che cosa dobbiamo fare per migliorare un po’ questo mondo.

Ci vediamo presto con nuovi articoli,
Qui trovate il link alle parti precedenti.
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SDG16: Pace, giustizia e istituzioni forti

Benvenut*!

Affrontiamo oggi l’SDG16, il penultimo! Questo obiettivo si pone come risultato quello di promuovere delle società inclusive e pacifiche che possano contribuire allo sviluppo sostenibile, dando accesso alla giustizia in maniera equa e costruendo istituzioni inclusive, efficaci e responsabili a tutti i livelli.
Si parla di ridurre in maniera significativa tutte le forme di violenza e relativi tassi di morte dappertutto (target 16.1), di ridurre l’abuso, l’utilizzo, il traffico e tutte le forme di violenza e tortura contro i bambini (target 16.2), di promuovere il ruolo delle legge a livello nazionale e internazionale assicurando l’accesso equo alla giustizia per tutti (target 16.3).
Entro il 2030, si vuole: ridurre significativamente il flusso di armi e di finanziamenti illegali, combattendo tutte le forme di crimine organizzato(target 16.4); ridurre in maniera significativa la corruzione in tutte le sue forme (target 16.5); sviluppare istituzioni efficaci, responsabili e trasparenti a tutti i livelli (target 16.6); assicurare la partecipazione alle decisioni in maniera reattiva, inclusiva, partecipatoria e rappresentativa (target 16.7); aumentare e rafforzare la partecipazione dei paesi in via di sviluppo nelle istituzioni globali (target 16.8).
Sempre entro il 2030, si vuole provvedere ad una identità legale per tutti (target 16.9), ed infine assicurare il pubblico accesso all’informazione e proteggere le libertà fondamenti di tutti, dovunque (target 16.10).

Questo obiettivo e il prossimo che esamineremo nel prossimo post mettono in risalto quelli che sono gli aspetti di compartecipazione delle nazioni nel processo di sviluppo sostenibile, l’SDG16 attraverso lo sviluppo della pace e della giustizia, l’SDG17 tramite la partnership.

Qui trovate il link alle parti precedenti.
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Noemi

climathon Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

Climathon 2017 @Assago

Benvenut*!

Oggi vi parlo di un evento un po’ particolare. Si tratta della Climathon 2017.
La Climathon è una maratona di 24 ore che si svolge in diverse città del mondo, con lo scopo di promuovere e sostenere idee e proposte per affrontare il cambiamento climatico.

Quest’anno l’evento si terrà il 27 ottobre, e Assago ne farà parte per la prima volta.
Ci ritroveremo in Via del Sole 2 dalle 8.30 e avremo alcuni ospiti che ci parleranno di diversi aspetti del cambiamento climatico e di come possiamo affrontarlo, per poi costituire una tavola rotonda e lavorare assieme ad alcune proposte che saranno presentate al Comune di Assago.
La partecipazione è gratuita, ma vista la durata dell’evento (concluderemo i lavori in serata) si consiglia di portare qualcosa da condividere con tutti i partecipanti.

La sfida su cui ci concentreremo è intitolata: “Spazi verdi ad Assago”; ci focalizzeremo sulla necessità di maggiori spazi verdi ad Assago, proprio per contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

Presto arriveranno altre info, nel frattempo potete scrivere a questa mail: climathon@noemibardella.org, mentre se volete qualche info in più sull’evento in generale potete andare su questa pagina, sullo stesso sito è anche possibile iscriversi (se volete iscrivervi, ma avete problemi con l’inglese, mandatemi una mail)!

Potete anche tenervi informati grazie all’evento su Facebook disponibile a questo link: Evento FB
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Modificato il 04/09/2017 alle 15:27
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SDG15: La vita sulla Terra

Benvenut*!

Parliamo oggi del quindicesimo obiettivo, che si propone di proteggere, restaurare e promuovere un uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, tramite la gestione sostenibile delle foreste, combattendo la desertificazione, la degradazione della terra e la perdita di biodiversità.

Entro il 2020, si vuole promuovere la conservazione, il restauro e l’uso sostenibile della terra (target 15.1), promuovendo l’implementazione di forme di gestione sostenibile per tutti i tipi di foreste (target 15.2). Entro il 2030 si vuole combattere la desertificazione, fino a raggiungere un mondo in cui la terra non venga degradata (target 15.3), mantenendo la conservazione degli ambienti montani per proteggere la loro diversità fondamentale per lo sviluppo sostenibile (target 15.4), mentre il target 15.5. si propone di prendere urgenti e significative azioni per ridurre la degradazione degli habitat naturali, dimezzando la perdita di biodiversità e salvando diverse specie dall’estinzione entro il 2020.

La promozione di una condivisione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche è il target 15.6, mentre il 15.7 si propone di mettere fine alla pratica del bracconaggio e al traffico di specie protette.

Entro il 2020, il target 15.8 vuole introdurre misure per evitare la contaminazione di specie aliene nei sistemi marini e terrestri, ed infine il target 15.9 vuole integrare i valori degli ecosistemi della biodiversità nei piani nazionali, nei processi di sviluppo, e nelle strategie di riduzione della povertà.
Settimana prossima affronteremo gli ultimi due obiettivi, e saranno piuttosto lunghi da sviscerare, essendo gli obiettivi che più si pongono come legante di tutti gli SDG.

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Sdg14 | La Vita sott’acqua

Benvenut*!

Oggi parliamo del quattordicesimo obiettivo, che riguarda la conservazione e l’uso sostenibile degli oceani, del mare e delle risorse marine.

Il target 14.1 vuole, entro il 2025, prevenire e ridurre significatamene l’inquinamento di tutti i tipi, in particolare quello prodotto da attività terresti, mentre il target 14.2 si propone entro il 2020, di gestire in maniera sostenibile e di proteggere gli ecosistemi costali per evitare degli impatti negativi, aumentando la loro resilienza e agendo per recuperarli in maniera da raggiungere l’obiettivo di avere degli oceani in saluti e produttivi. Il target 14.3 vuole minimizzare e portare alla luce il problema dell’acidificazione degli oceani, mentre il 14.4 vuole, entro il 2020, eliminare il problema della sovrapesca (overfishing) implementando piani scientificamente gestiti, in maniera da restaurare un ottimale livello di fauna nei mari.

Il target 14.5 si propone entro il 2020 di conservare almeno il 10% delle coste e delle aree marine, mentre il 14.6, sempre entro il 2020, vuole proibire certe pratiche che portano ad una diminuzione della quantità di pesci nel mare. Infine, il 14.7 si propone entro il 2030 si aumentare i benefici economici delle piccole isole e dei paesi in via di sviluppo derivanti dallo sviluppo sostenibile, soprattutto attraverso l0utilizzo di sistemi di pesca sostenibili, cultura dell’acqua e turismo sostenibile.

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harvey-uragano Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

Harvey è frutto del cambiamento climatico?

Benvenut*!

Oggi parliamo di un argomento piuttosto attuale: a seguito dell’uragano Harvey, che si è abbattuto su Houston in questi giorni, sono sorti molti articoli che si chiedono se il cambiamento climatico abbia influito o meno e in che proporzione. Vediamo di fare un po’ di chiarezza e capire, specie in previsione di un clima sempre più mutevole, se effettivamente questo tipo di eventi cambieranno il loro pattern.

Innanzitutto, è bene ricordare che il cambiamento climatico, di per sé, non “causa” nulla. Il cambiamento climatico è un fattore che influenza in modi diversi la formazione di eventi estremi come uragani e tempeste, ma soprattutto è una descrizione di cosa sta succedendo al nostro clima, relativamente stabile dalla fine dell’ultima era glaciale, e che ora sta cambiando.
Il cambiamento climatico fa parte della nostra vita, ogni giorno, e non è una cosa che va ricordata solo in occasione di eventi drammatici come Harvey.
Detto questo, non si può negare che l’aumento delle temperature medie influenzi gli eventi estremi: nel caso specifico di Harvey, diversi fattori hanno contribuito a renderlo particolarmente devastante; l’aumento dei mari, che provoca maggiori tempeste costiere, l’aumento della temperatura superficiale delle acque, che provoca più evaporazione e quindi più umidità, che rende le piogge più forti e intense, e così via.

Quello che sappiamo è che in futuro ci saranno sempre più eventi di questo tipo, proprio perché più calore nell’atmosfera porta con sé tutta una serie di fenomeni che estremizzano il clima (non solo quindi tempeste più violente, ma anche ondate di caldo più intense e lunghe, maggiore imprevedibilità etc)
Ritornando sempre a Harvey, inizialmente classificato come tempesta tropicale, in meno di 48 ore è diventato un uragano forza 4, acquisendo velocità e forza soprattutto sulla costa, dove invece normalmente questo tipo di eventi perde forza (probabilmente a causa delle alte temperature del Golfo del Messico, che hanno dato forza alla tempesta).

Le strategie di adattamento e mitigazione sono le due strategie di cui più si parla in questo caso, ma attenzione a usarle come intercambiabili, perché tali non sono: l’adattamento è un atteggiamento passivo, che implica poche azioni da parte nostra se non quando gli eventi si sono già verificati, mentre la mitigazione vuol dire cercare attivamente di ridurre la portata del cambiamento climatico, impiegando tecnologie che riducano le emissioni e ripensando al nostro sistema economico e sociale attuale per evitare che il clima vada troppo fuori controllo.

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Altri articoli interessanti, in inglese:
The Guardian
Vox.Com

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Sdg13 | Agire per il clima

Benvenut*!

Oggi parliamo del tredicesimo obiettivo, che si pone come traguardo quello di agire per il clima.

Il target 13.1 si propone di rafforzare la resilienza la capacità adattiva nei confronti dei disastri naturali in tutti i paesi, mentre il 13.2 punta ad integrare le misure che affrontano il cambiamento climatico nelle policy nazionali di strategie e planning. Infine il target 13.3 vuole promuovere l’educazione, la consapevolezza e la capacità istituzionale e umana di mitigazione, adattamento, riduzione dell’impatto e prevenzione.

Potrebbe sembrare che questo obiettivo sia un po’ sottosviluppato rispetto agli altri, in realtà, contando che spesso i temi si intersecano, diciamo che questo tredicesimo punto si presta ad essere un quadro generale, dove in ogni obiettivo correlato si va a dettagliare azioni e strategie in maniera più precisa.

Il fatto che sia poco dettagliato inoltre non deve far pensare che sia poco importante, dove invece trovo che l’importanza di un obiettivo che affronti in maniera specifica il cambiamento climatico sia di importanza fondamentale nel dare alla questione l’importanza che merita.

Non mi dilungherò oltre su questo obiettivo, visto che affronto il tema del cambiamento climatico ogni settimana su questo blog, ma ci vediamo venerdì e sabato per affrontare i quattordicesimo e quindicesimo obiettivi.

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Sdg 12 | Consumo e produzione responsabili

Benvenut*!

Oggi torniamo ad esaminare i diversi Obiettivi di sviluppo, e questa volta tocca al dodicesimo, che si occupa di trovare strategie e modalità per garantire un consumo e una produzione sostenibile.
L’obiettivo inizia con il raccomandare l’implementazione del framework decennale per la produzione e il consumo sostenibile, in particolare da parte dei paesi in via di sviluppo (target 12.1)
Si prosegue con il raggiungimento, entro il 2030, di una gestione sostenibili e di un uso  efficiente delle risorse naturali (target 12.2), dimezzando gli scarti di cibo sia alla vendita che al consumo, riducendo anche gli scarti in fase di lavorazione industriale (target 12.3).

Il target 12.4 prevede entro il 2020 il raggiungimento della gestione corretta dei materiali chimici, riducendo il loro rilascio nell’aria, nell’acqua, nel suolo per minimizzare il loro impatto sulla salute e sull’ambiente.
Il target 12.5 prevede una sostanziale riduzione nella generazione di rifiuti tramite i principi di riuso e riciclo, mentre il target 12.6 incoraggia le compagnie ad adottare pratiche sostenibili e integrare informazioni sulla sostenibilità nei loro cicli produttivi, così come promuovere pratiche pubbliche sostenibili (target 12.7). Infine, il target 12.8 vuole assicurare entro il 2030 che tutti abbiamo accesso e consapevolezza sugli argomenti della sostenibilità per raggiungere uno stile di vita in armonia con la natura.

Come potete vedere questo è un obiettivo piuttosto generale, ma contiene riferimenti a diversi punti chiave: lo spreco di risorse, in particolare il cibo, e la produzione di rifiuti sono una delle tante grandi sfide della sostenibilità, e qualora riuscissimo a raggiungere davvero questi obiettivi sarebbe davvero un passo avanti gigantesco. In particolare, mi è piaciuto l’uso della parola consapevolezza, in quanto credo  che più della conoscenza manchi proprio la presa di coscienza su questo argomento e sulle conseguenze se non dovessimo essere in grado di risolvere questa crisi.

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