Autore: Noemi Bardella

traduzione Maspalomas

Maspalomas Week 7 | Traduzione e scrittura

Buongiorno a tutti,

è un po’ che non pubblico, e volevo aggiornarvi su come stanno andando le cose qui:

Ho concluso la traduzione del primo libro di una saga, e l’autore è stato così gentile da darmi già l’incarico per gli altri volumi. Ci sarà quindi la traduzione del secondo libro, del terzo libro e così via.

Vi metto qualche link se siete interessati, e la storia riguarda un giovane che vuole seguire le orme di suo padre, e inizia il suo primo anno di Accademia in un contesto fantascientifico. Molto carino e scorrevole, ottimo per passare un’oretta in questi giorni freddi, specie se siete in Italia! Arriverà presto il link di Amazon, ma per ora vi metto quello di Kobo e Apple, così potete cominciare anche ad acquistarlo se foste interessati! Ci sarà in vendita anche il cartaceo, di cui metterò il link non appena disponibile (e se a qualcuno interessa leggerlo direttamente in inglese sotto vi ho messo qualche link al riguardo). Per essere sempre informati, comunque, vi consiglio di spolliciare la pagina facebook!

Ho anche cominciato un piccolo lavoro da freelance come scrittrice accademica per un’azienda americana: in pratica, scrivo temi, riassunti su diverse materie, di solito umanistiche: è un lavoro molto interessante, si impara ogni giorno una cosa nuova, si deve studiare e fare un sacco di ricerche per documentarsi sui diversi argomenti, e spero che questo sia solo l’inizio di un lungo percorso in questo settore, di cui fino a pochi giorni fa non conoscevo nemmeno l’esistenza.

Tra qualche giorno poi arriverà qua una mia carissima amica, e non vedo l’ora. Stare da soli fa bene, ma specie sotto Natale un po’ di compagnia è sempre bene accetta: starà qua per un po’, e spero di raccontarvi presto altre fantastiche avventure!

Love as thou wilt,
Noemi

fibonacci Pubblicazioni

Occhi Neri e Serie di Fibonacci

Continuavo a chiedermi cosa ci facessi lì: non sono una di quelle ragazze che bigiano la scuola così, senza una motivazione. A dire il vero, non bigiavo e basta! Non che fossi una secchiona, quello no, però non capivo il senso di saltare la scuola.

Andavo veramente troppo d’accordo con i miei genitori, per essere solo un’adolescente, decisi.

Probabilmente avevo accettato solo perché lui, Stéphane, il nuovo ragazzo della mia classe, quello con gli occhi neri da incanto e, per il momento, un tremendo due in matematica, me lo aveva chiesto in un modo che avrebbe dovuto essere dichiarato illegale.

Fu così che io, Viviana detta Vivy, la ragazza-che-si-credeva-responsabile, bigiai la scuola, proprio nel giorno dell’ultima verifica di matematica.

Se qualcuno ci avesse scoperti, cosa praticamente certa vista la mia fortuna, e miei mi avrebbero arrostita viva.

D’altro canto, resistere a quegli occhi da cucciolo bastonato era impossibile.

Prendemmo il treno e scendemmo in una piccola stazione di un minuscolo paese, di cui adesso non mi ricordo neanche il nome.

Non aveva importanza: la giornata era calda, una di quelle d’inizio estate, dove ancora il caldo era una piacevole novità dopo il freddo dell’inverno, e c’era il mare, che aveva sempre avuto il potere di affascinarmi.

Soprattutto c’era Stéphane, e quella mi sembrava la cosa fondamentale, in tutto quel marasma emotivo in cui mi trovavo.

Ci sedemmo sulla spiaggia, ancora vuota per pochi giorni, e lui si avvicinò a me, tenendo in mano una conchiglia, una di quelle rarissime con la spirale ben visibile.

Presi quell’oggetto delicato e fragile dalle sue mani e lo osservai.
Improvvisamente, chiesi al mio compagno di avventure:

“Odi la matematica?”

Lui mi guardò, sorpreso da quella domanda fatta così, apparentemente senza alcun motivo preciso.
Però mi rispose.

“Odiarla? No, non la odio. Semplicemente, non la capisco.”
“Spiegati meglio.”

Ero curiosa. Per me i numeri erano come degli amici fidati, non comprendevo il punto di vista di chi non riusciva, pur impegnandosi, a “socializzare” con l’aritmetica, l’algebra o la geometria.

“Beh… non ne vedo l’utilità, a dirla tutta. Dov’è nella vita tutta quella roba che ci vogliono far studiare?”

Sorrisi inconsciamente.
Quante volte avevo sentito questo discorso, quante volte avevo lasciato perdere, eppure adesso volevo rispondere, volevo che Stéphane capisse davvero la bellezza della matematica, nonché la sua utilità.

Mi rigirai tra le mani la conchiglia, cercando di mettere insieme un discorso convincente.

“La vedi questa conchiglia? Vedi la sua spirale, così netta e ben definita? Il rapporto tra gli spazi delimitati dalla spirale è un numero. Questo numero, la Sezione Aurea viene chiamata, è presente in ognuna delle cose viventi sulla Terra. Il valore della Sezione Aurea, approssimato, è 1,618. Gli Antichi Popoli già lo conoscevano, e ne avevano capito l’importanza. C’è anche nell’uomo, sai?”
Mi guardava attento, e dovetti lottare con me stessa per non cadere nell’abisso di quegli occhi neri.

“Quando vorrai fare un tentativo, prova a misurare l’estensione del tuo braccio e a dividerla per quella del tuo avambraccio. Verrà fuori 1,618.”

Sembrava affascinato dalla mia spiegazione e intimorito da questo mio sfoggio di cultura. Però mi fece un cenno con il capo, che io presi per un invito a proseguire.

“Dalla Sezione Aurea è possibile risalire matematicamente alla Serie di Fibonacci, il cui numero successivo è composto dalla somma dei due numeri precedenti.”

In risposta al suo sguardo vuoto, mi sdraiai sulla sabbia fine, e invitai lui a fare altrettanto.
Tracciai sulla spiaggia la sequenza che tanto ricordavo bene, quell’ 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34 e 55 che ormai sapevo a memoria.

“Vedi? Ogni numero è composto dalla somma dei due numeri precedenti. Se tu dividi ogni numero per il precedente otterrai un’approssimazione per affinamenti successivi della sequenza aurea.”
“Ferma, ferma: ‘appro affino’ che?”

Come al solito, mi ero fatta prendere la mano dalla mia passione.

“Approssimazione per affinamenti successivi. In pratica, man mano che si va avanti nel calcolo si arriva sempre più vicino al valore cercato.”
“Ah, e non potevi dirlo subito così?” disse, facendomi ridere per il tono con cui l’aveva detto.

Stéphane si avvicinò a me, scostandomi i capelli che mi erano scesi di fronte agli occhi.
Ci guardammo, occhi negli occhi, per un attimo, e mi dimenticai di respirare.

“Continua, ti prego.”

Facevo fatica a pensare, ma continuai a parlare, aggrappandomi al discorso che stavo facendo per non fare qualche stupidaggine di quelle cosmiche.

“Beh, la Serie di Fibonacci è una delle serie più famose, e per risolvere le Serie Numeriche dobbiamo ricorrere all’analisi matematica, che è proprio l’argomento del compito che abbiamo appena saltato,” conclusi, dandomi della stupida per aver rivangato quel particolare. Stavo così bene con lui a fianco, possibile che dovessi sempre rovinare tutto.

Stéphane mi sorprese, prendendo dalle mie mani la conchiglia che ancora tenevo stretta, come se fosse un’oasi di salvezza. Poi mi fissò. Caddi nei suoi occhi. Il bacio fu inevitabile. Leggero, dolce, e assolutamente magico.

Si staccò da me con ritrosia, e nei suoi occhi vidi baluginare un sorriso.

“Mi hai convinto. Se è grazie alla matematica che sono riuscito a baciarti, beh, allora posso credete che tutto è numero.”

Presi l’iniziativa, baciandolo a mia volta.

Passammo la giornata così, divisi fra baci e ripetizioni di matematica.

Tornammo a casa in pace col mondo, e con i numeri.

*/*

Ci scoprirono, ovviamente. È una Legge di Murphy, d’altra parte: “Se qualcosa puo’ andar male, lo farà”.

La condanna dei miei fu insolitamente breve, mentre fu obbligata a recuperare il compito di matematica l’ultimo giorno di scuola, insieme a Stéphane.
Per la cronaca, prendemmo entrambi il massimo dei voti.

The End

step i miei post

Quali sono i miei prossimi step?

Benvenut*,

come vi dicevo lunedì, volevo parlarvi un po’ dei miei prossimi step, di cosa voglio fare etc.

Ovviamente a questo punto spero sia chiaro che voglio occuparmi di sostenibilità: questo blog è un primo step, ma la strada sarà ancora lunga. E’ un obiettivo chiaro, ma sul lungo periodo.

Nel frattempo, sto migliorando e concretizzando le mie esperienze in altri campi.
La scrittura, la traduzione, e i social media sono i settori che preferisco, specie quando posso combinarli, come sto facendo proprio in questo momento, grazie a questo spazio.

Presto vi parlerò di un progetto di traduzione che sto curando, e spero presto di potervi dare altre news al riguardo.

Il blog rimarrà comunque un punto fisso, con almeno due post alla settimana a farvi compagnia. Ho notato che il mio diario di Maspalomas vi sta piacendo, quindi continuerò a farlo, parlandovi anche degli argomenti di cui parlo spesso, come la sostenibilità.

Il 1 dicembre, vi ricordo, abbiamo il nostro primo webinar gratuito, le connessione della sostenibilità, e c’è ancora tempo per iscriversi.  Dal webinar vorrei delineare un percorso che non include solo post, ma anche altri step e in futuro potrebbe anche delinearsi un ebook.

In tutto questo, mi piacerebbe darmi come prossimi step la costruzione di una comunità attorno a questo blog, oltre che la diffusione dello stesso,

Love as thou wilt,
Noemi

san fernando diario di bordo

Maspalomas | Week 3 | San Fernando

Benvenut*,

questo è il terzo lunedì in cui vi parlo di Maspalomas, e ancora non mi sembra vero di essere qui da quasi un mese.

Questa settimana non sono andata molto in giro, esplorando per lo più nelle vicinanze.
Maspalomas, e specialmente San Fernando, che è il quartiere in cui sono, è una commistione ben riuscita di turismo e servizi pubblici per i locali.

Nel giro di qualche fermata di bus è tutto a disposizione: il comune, i mercati, lo stadio, la piscina pubblica, il centro culturale (con una bella iniziativa per il 25 novembre pubblicizzata dovunque), e seppur i bus non siano mai puntuali, ci sono e collegano bene la città.

La cosa che più salta all’occhio è la presenza di un sacco di centri commerciali, per via del grosso influsso turistico. Forse, proprio perché sono così tanti e sparsi per tutta la città, non sono mai super affollati e con un po’ di occhio e buon senso si trovano delle offerte niente male.

L’oceano è spettacolare, e per quanto sia freddo anche se la temperatura esterna è più che confortevole, vale la pena farsi una bella passeggiata sul bagnasciuga, e magari farsi anche un bagno, se siete così intraprendenti.

Con molta calma, sto imparando lo spagnolo: qua parlano con un accento che non è semplicissimo da comprendere, ma la maggior parte delle persone che ho incontrato parlano inglese o si riescono comunque a far capire benissimo.

Ho scoperto un cinema a poca distanza che fa proiezioni in lingua, e che sfrutterò il più possibile, e credo che per questa settimana continuerò con la mia esplorazione a corto raggio.

Ci vediamo lunedì prossimo con un nuovo post su Maspalomas, mentre giovedì farò un post su di me: cosa faccio, come mi sto mantenendo etc.

A presto,

Love as thou wilt,
Noemi

consenso Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

Creare una cultura del consenso

Benvenut*,

oggi vi parlo di un argomento importante, attuale e che mi sta a cuore.
Sono giorni che veniamo bombardati di notizie di denunce di molestie da parte di donne e uomini, e mi interessava l’idea di affrontare l’argomento che dovrebbe seguire immediatamente dopo la notizia di una qualunque molestia, ovvero come fare in modo che non succeda. Aggiungo un altro pezzo, dicendo che non mi interessa solo questo, ma anche mostrare le connessioni tra la cultura del consenso e la sostenibilità.

Partiamo quindi da una definizione: cos’è il consenso? Senza complicare le cose, ci facciamo aiutare dal vocabolario.

consènso s. m. [dal lat. consensus –us, der. di consentire «consentire»]. – 1. a. Conformità di voleri: agire di consenso, d’accordo. (Treccani)

Per opposto, la mancanza di consenso è quando non c’è conformità di voleri. Questo si applica in qualunque situazione, non solo in quelle “classicamente” soggette ad un esplicito consenso.

Per esempio, mancanza di consenso è anche quando, dopo aver espressamente detto che non si vuole avere nessuno nel proprio spazio personale, questo continua ad essere ripetutamente invaso, nonostante la situazione in cui si è non impedisca  di lasciare alla persona il proprio spazio.

Creare una cultura del consenso vuol dire quindi insegnare e trasmettere tutta una serie di pratiche che valorizzino tutti gli individui, a prescindere da qualunque “etichetta” essi abbiano.E’ difficile? No, ma non è nemmeno semplice.

Purtroppo viviamo in una società che ha qualche problema con il tema del “consenso”, in tutte le sue diramazioni. La maggior parte delle società attuali sono basate su un sistema di dominazione, in cui il controllo e il potere sono mezzi tramite il quale impedire l’esercizio del consenso. Proprio questo genera tutta una serie di dissonanze cognitive per cui pur essendo la “teoria” piuttosto facile, ci troviamo in grossa difficoltà nell’applicarla.

Cosa c’entra tutto questo con la sostenibilità?

Sappiamo che la sostenibilità si occupa, in generale, di tre grossi ambiti (Ambiente, Economia, Scienze Sociali), ne abbiamo parlato spesso. A seconda di  dove vogliamo focalizzarci in questi tre macro-elementi, la cultura del consenso in opposizione alla cultura del dominio, ci offre la possibilità di esplorare dei modi meno distruttivi e più collaborativi.

Un esempio su tutti, e forse quello più lampante: una cultura del consenso può aiutare in molte situazioni di diseguaglianze sociali, specie in quelle basate sul genere e sui ruoli di genere.

Ecco quindi come un argomento apparentemente scollegato dalla sostenibilità entra nel discorso in maniera forte e decisa.

Sarà in parte questo il lavoro che faremo venerdì 1 dicembre nel Webinar gratuito “Le connessioni della sostenibilità“, le cui iscrizioni sono aperte*.

Ci vediamo lunedì con un nuovo post su Maspalomas!
Love as thou wilt,
Noemi

*Per iscriversi basta mandare una mail a info@noemibardella.org con Nome, Cognome e Email.

las palmas diario di bordo

Maspalomas | Week 2 | Las Palmas

Benvenut*,

come dicevo nel post della scorsa settimana, ogni lunedì vi racconterò un po’ le mie avventure in quel di Maspalomas.

Questa settimana ho fatto un po’ la turista, e sono andata a Las Palmas de Gran Canaria,la città principale di Gran Canaria.

Obiettivamente una delle prime cose che mi ha colpito, fin da quando sono atterrata qui, è stata la presenza massiccia di pale per l’energia eolica. Qua il vento è una presenza quasi costante, e ha decisamente senso impiegare l’energia degli alisei per produrre elettricità. ho visto anche diversi complessi residenziali dove ogni edificio aveva i propri pannelli solari, e vista la quantità di sole che c’è qui, anche questo è un ottimo investimento.

Las Palmas è una città estremamente viva e vibrante di energia: la sua cattedrale principale, un riuscito  misto tra gotico e neoclassico, mi ha accolta poco dopo il mio arrivo in città, e ho passato diversi minuti ad ammirare il bellissimo organo a canne e alcune delle cappelle presenti.

Ho esplorato un po’ i dintorni grazie ai famosi autobus panoramici che si vedono spesso nelle grandi città, e grazie alla guida ho scoperto un po’ di cose sulla cultura e sulle tradizioni del popolo dei canari.
L’impressione che ho avuto è quella di una città aperta e accogliente, non poi tanto diversa da alcune nostre città. Rispetto a Maspalomas è sicuramente più urbana, dove invece quest’ultima è più turistica  (seppur non si percepisca l’aspetto provinciale).

Ci vediamo giovedì, dove parlerò di un argomento piuttosto caldo e di come questo si collega alla sostenibilità: la cultura del consenso.

Love as thou wilt,
Noemi

webinar Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

Le connessioni della sostenibilità | Webinar Gratuito

Benvenut*,

come anticipavo nel precedente post e sulla pagina facebook, ci  sono grosse novità in vista: infatti, sono molto orgogliosa nel presentarvi il primo webinar da me organizzato.
Le informazioni principali sono riepilogate qui, e alla fine del post troverete anche il modulo di iscrizione.
Qualora però qualcosa non fosse chiaro, o per qualunque domanda vi venga in mente al riguardo, scrivetemi.

Innanzitutto, per chi non lo sapesse, un webinar è un neologismo che deriva dalla fusione di web e seminar. In pratica, un webinar può essere una riunione, un seminario, una classe.
Nel nostro caso sarà una creatura ibrida tra un seminario e un lavoro di gruppo.

Il tema scelto verte sulle connessioni della sostenibilità. Per il primo webinar volevo cominciare con un tema che mi sta molto a cuore, e di cui ho parlato spesso. Oltre a quelle che io penso siano le connessioni della sostenibilità sono però altrettanto interessata a sentire le vostre opinioni al riguardo.

Si parla tanto di sostenibilità, ma senza contestualizzare di cosa si parla, il vocabolo rimane vuoto e perde la sua potenza. Quello che voglio fare è dare alla parola un contesto teorico e pratico, che possa cominciare a gettare la basi per le fondamenta di un discorso necessario e non più rimandabile.

L’obiettivo è cominciare a costruire una comunità interessata a questi temi che possa poi crescere e portare queste istanze dove servono. 

Il webinar si terrà il 1 dicembre dalle 18.00 alle 19.30 ora italiana. Per partecipare serve una connessione ad internet e un link che provvederò ad inviarvi tra il 25 e il 30 di novembre alla mail che mi fornirete tramite il modulo qui sotto. Il webinar sarà totalmente gratuito per tutti i registrati: se non siete sicuri di poter partecipare, registratevi comunque, così che in seguito possa inviarvi il file.

Compilate questo modulo per partecipare, e ci vediamo il 1 dicembre!
Love as thou wilt,
Noemi

I dati non verranno ceduti a terze parti e saranno utilizzati solo da me per gli scopi utili al webinar e al sito. 

 

maspalomas diario di bordo

Maspalomas | Week 1

Benvenut*,

era un po’ che non scrivevo, ma a mia discolpa posso solo dire che è stata una lunga settimana.
In questo momento, vi scrivo infatti da Maspalomas, nel sud di Gran Canaria.
Un bel cambiamento rispetto ai cieli grigi, la pioggia e il freddo della Pianura Padana.

Conto di stare qui almeno qualche mese, vi terrò aggiornati con un post  a settimana dove vi racconterò un po’ di come si vive qui, come passo le mie giornate etc.

Le Canarie, per chi non lo sapesse, fanno parte della Spagna e sono posizionate nell’Oceano Atlantico un po’ a ovest rispetto al Marocco. Il clima è gradevole tutto l’anno, e la vita scorre in maniera meno frenetica.

Il viaggio dall’Italia, in aereo, dura circa quattro ore. Per arrivare poi dove mi trovo io basta un pullman.

la città è multiculturale per definizione, gente di tutte le etnie e di tutti paesi vengono qui per lavoro o in vacanza, 365 giorni l’anno.

Si percepisce un po’ meno lo stress, e spesso basta affacciarsi da uno dei numerosi centri commerciali, o da una strada qualunque, per vedere l’oceano.

Perchè sono venuta qui? Volevo mare, sole e caldo. Il freddo non è per me da almeno un paio d’anni.
Non sarà facile, ma sarà comunque un’avventura, e spero di tenervi compagnia nel mentre.

Per quanto riguarda il blog, invece, ho tanti progetti e idee che nei prossimi giorni vi illustrerò: webinar, corsi, eBook e tanto altro ancora ci attende. Per il momento vi dico solo di tenervi liberi per il primo dicembre, perchè sto organizzando una cosa che vi piacerà sicuramente (non fosse perché sarà gratis 😀 )

Ci vediamo nei prossimi giorni e come sempre,
Love as thou wilt,
Noemi

Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

Giustizia è…

Benvenut*
sul MOOC che sto seguendo sulla giustizia ambientale ci hanno chiesto cosa sia per noi la giustizia. In questo post voglio provare a rispondere a questa domanda di non così facile risposta. Spesso la giustizia è stata considerata una virtù, e viene naturale il collegamento con la legge e il rispetto delle norme, ma quello che sto cercando in questa sede è un significato meno istituzionale e più legato ad una percezione personale.

L’etimologia della parola
La parola deriva dal latino iustus, che significa giusto.

Cos’è per me la giustizia?
Per cercare di capire cosa fosse per me la giustizia ho provato a pensare alle cose che considero un’ingiustizia: mi è parso abbastanza chiaro che alla base considero ingiusto la discriminazione in ogni sua forma. Ecco che quindi diventa chiaro che per me la giustizia è sinonimo di equità.

equitàvsuguaglianza
Fonte

Sottolineo l’uso della parola equità e non uguaglianza.
La differenza tra le due è ben rappresentata da questa immagine (equity sta per equità mentre equality sta per uguaglianza): a volte, i due termini si utilizzano come sinonimi, ma l’uguaglianza significa mettere tutti sullo stesso piano, il che non risolve (o potrebbe anche peggiorare) il livello di discriminazione.

Equità vuol dire considerare i bisogni e le necessità specifiche, non solo tra membri della stessa specie, ma anche inter-specie e, in una prospettiva ancora più ampia, nei confronti del pianeta e verso le generazioni future.

Giustizia vuol dire, quindi, mettere tutti in grado di vivere con dignità ogni momento della vita, considerando anche chi verrà dopo di noi, prendendo quindi in conto le limitate risorse del pianeta che devono avere tempo di rigenerarsi.

Cosa ne pensate? Avete opinioni o suggerimenti su questo argomento?
Commentate o scrivetemi!
Love as thou wilt,
Noemi

Spirit Day Non Io, ma Noi | Il mio blog su sviluppo sostenibile ed ambiente

Spirit Day

Benvenut*,
Oggi parliamo dello Spirit Day, che cade proprio oggi.

Cos’è lo Spirit Day?
Questa ricorrenza cade il terzo giovedì di ottobre ed è stata promossa dalla GLAAD a partire dal 2010, in seguito ad una serie di suicidi di giovani ragazzi gay principalmente a causa del bullismo subito per il loro orientamento sessuale.
Lo Spirit Day può essere osservato in tanti modi, il più semplice dei quali consiste nell’indossare qualcosa di viola, in richiamo alla bandiera arcobaleno inventata da Gilbert Baker, dove il viola rappresenta lo spirito.
Negli anni lo Spirit Day si è evoluto in una data importante per la comunità LGBT+, e nella giornata vengono organizzare manifestazioni utili ad aumentare la consapevolezza  del pubblico verso questi importanti temi.

Lo Spirit Day quest’anno assume connotazioni ancora più inclusive.
È inaccettabile, infatti, che non ci si possa sentire al sicuro negli spazi privati e pubblici a causa di atteggiamenti discriminatori o prepotenti di qualunque tipo. Quest’anno, viste le recenti vicende collegate ad Hollywood, e alla nascita dei tag #metoo e #quellavolta che stanno mostrando la magnitudine dei fenomeni di abuso nella nostra società, è ancora più importante secondo me ricordare che esiste un’alternativa che non implica il dominio e la prevaricazione, ma che al contrario promuove attivamente la cooperazione e l’accoglienza.

Perché è importante parlare di questi argomenti quando si tratta l’argomento dello sviluppo sostenibile?
Il motivo è semplice: lo sviluppo sostenibile ha come obiettivo la trasformazione della società attuale in un ambiente più sicuro e inclusivo per tutte le persone, a prescindere da razza, genere, orientamento, religione o altro. Lo Spirit Day è una di quelle iniziative che, seppur non palesemente collegate allo sviluppo sostenibile, possono far tanto nella creazione di un framework adatto all’inclusività, tratto distintivo della sostenibilità.

Cosa ne pensate? Avete opinioni o suggerimenti su questo argomento?
Commentate o scrivetemi!
Love as thou wilt,
Noemi

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